martedì 8 gennaio 2008

Domenica mattina

Domenica mattina

Ascolto gente che mi garantisce una sorte divina,
ed invece non vorrei essere che abbracciato a lei
costruire la mia sorte tra le sue braccia.
Libero di provarci ancora,
anche se le braccia non saranno le stesse,
rompendo abbracci antichi,
vincoli metaforici ormai scomparsi
La chiamerò solo angelo mio,
sarà come dirle mille parole,
mille significati in un unico suono
mille melodie in una sola canzone.